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"I mari più alti di 7 metri", La profezia della Nasa
view post Posted on 25/10/2009, 22:11Quote
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Aspirante Grumese

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/1/2010, 09:01


da Repubblica.it

La previsione di James Hansen, esperto di riscaldamento climatico

Occorre ridurre l'uso di combustibili fossili, in 20 anni si potrebbe salvare la Terra

È chiamato il "padre del riscaldamento climatico". E in effetti finora James Hansen, 68 anni di cui
28 spesi alla guida del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, le ha indovinate tutte. Nel
1981 scrisse che il decennio successivo avrebbe segnato un picco di caldo e la previsione si
avverò. Poi, all'inizio dei Novanta, disse che il primo decennio del nuovo secolo avrebbe battuto il
record precedente e anche stavolta i fatti gli diedero ragione. Speriamo che adesso si sbagli
perché lo scenario che disegna è da incubo: un aumento del livello dei mari di sette metri a fine
secolo. Possibile?
"Non solo possibile", risponde al telefono Hansen, che nelle prossime settimane verrà in Italia
invitato dal Wwf, "ma molto probabile se ci comporteremo come ha fatto l'umanità in un film
appena uscito, The age of stupid: la trama è ambientata in un futuro dal clima sconvolto e si
ricostruiscono le mosse dell'umanità all'inizio del ventunesimo secolo, quando ci sarebbe stato
ancora il tempo per fermare la catastrofe ma nessuno agì. Noi ora viviamo quel momento, il
momento in cui possiamo scegliere: imboccare la strada che ci consente di frenare il
riscaldamento climatico o prendere la via che ci trascina verso un mondo simile al Pleistocene,
quando il livello dei mari era più alto di 25 metri".
Eppure l'Ipcc, la task force degli scienziati Onu, parla di una crescita degli oceani di circa
mezzo metro. "Perché prende in considerazione, e lo precisa, solo alcuni fattori, come la dilatazione termica
dell'acqua per l'aumento della temperatura. L'elemento cruciale, la deglaciazione, non viene
conteggiato per una ragione molto semplice: il modello non riesce a calcolarlo in modo affidabile
e, nel dubbio, il dato viene omesso".
Lei lo ha calcolato? "Io non mi sono affidato ai modelli matematici ma all'analisi di quello che è realmente accaduto in
passato quando la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha fatto un salto brusco.
Raffrontando i dati di oggi con quelli paleo-climatici si può misurare la portata del rischio".
Misuriamola. "Se non diamo un taglio drastico all'uso dei combustibili fossili, i ghiacciai della penisola antartica,
che attualmente perdono 200 chilometri cubi all'anno, fonderanno nell'arco di un secolo. Il che
produrrà un aumento di 6-7 metri del livello del mare a cui si dovrà aggiungere in collasso dei
ghiacciai in zone come la Groenlandia".
L'alternativa? "Ridurre subito in maniera radicale l'uso dei combustibili fossili, a cominciare dal carbone. Non c'è
alternativa perché anche due gradi in più in un secolo sono troppi".
Ambiente
Fermarsi a due gradi sembra già difficile. "Bisogna fare di più. Finora l'inerzia del sistema ci ha aiutato perché ad esempio la massa
d'acqua degli oceani ha frenato il riscaldamento climatico. Ma l'inerzia non è un alleato nel lungo
periodo: appena si rovescerà la tendenza, gli oceani cominceranno ad accelerare il processo".
Il problema deriva dalla concentrazione in atmosfera di gas serra. Dobbiamo bloccare la
crescita a 450 parti per milione di CO2? "No, bisogna invertire la rotta riportandoci dalle attuali 387 a 350 parti. Eliminando subito l'uso del
carbone, nell'arco di una ventina di anni potrebbe iniziare la discesa per mettere in sicurezza il
pianeta".

 
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