L'altra faccia di GRUMO NEVANOQuando leggo questi articoli mi chiedo, ma questa persona vive a Grumo Nevano ?
Ha mai cercato anche nel piccolo di poterla MIGLIORARE ?
Mi piacerebbe che si iscrivesse a questo forum, accetto anche risposte in privato.
P.S. scherzoso...

è mica un amico di SAVIANO, sembra un estratto da GOMORRA.
[update] questo prima della modifica dell'articolofonte grumonevano.com
questo messaggio è stato modificato su richiesta del WM
UN ARTICOLO di Filippo Persico DA NON PERDERE
Nella bagarre politica istituzionale che sta vivendo il mio e nostro paese da qualche decennio forse nessun grumese, pur sussurrandolo in silenzio, ha il coraggio di gridare che Grumo è morta. Morta da troppo tempo. Tutti ne possiamo prendere quotidianamente atto ma nessuno sembra volersene accorgere. Si avvicina un’altra stagione ma sembra protrarsi ancora, senza fine, il "comatoso letargo" da cui il nostro Paese non riesce a svegliarsi.
“Non c'è vitalità, manca alcuna speranza, non ci sono prospettive nuove per il futuro, latita alcuna capacità di crescita economica, sociale e culturale, non c'è una imprenditorialità emergente su cui puntare, manca alcuna sana capacità di attrarre "interesse" (in senso lato) ed investimenti, è ampliamente assente una radicata cultura civica, non c'è alcuno "spirito di socialità" e alcuna voglia di "mettere in rete" le proprie conoscenze, di mettersi insieme per costruire qualcosa, qualsiasi cosa (in qualsiasi campo).
Grumo è "vecchia": vecchia nell'età media dei suoi concittadini, vecchia nel "conservatorismo mentale" e nella paura di guardare al futuro, priva di giovani volenterosi di spendersi (i più valenti, fin dai tempi dell'Università, iniziano un progressivo "distacco" ed allontanamento da questo Paese, che in pochissimi casi li porta a "volere" -oltre che a "potere"- costruire un futuro in questa Terra).
Potrò pure attirarmi addosso facili e "sbrigative" accuse di qualunquismo: sono pronto a riceverle, forte, però, della convinzione che, se di qualunquismo si tratta, si tratta di "Qualunquismo della Ragione": l'amara e pragmatica presa d'atto che questa sbiadita fotografia dell'esistente non regge sui miei instabili "umori" piuttosto poggia in "trent'anni di storia" di questo Paese, trent'anni in cui Grumo non ha saputo dimostrare la benché minima capacità di fare "un solo passo" che la proiettasse verso un domani migliore del presente!
Il nostro è un Paese prevalentemente agricolo che non ha mai saputo trasformare questa sua vocazione in un "punto di forza". Grumo sarebbe potuta divenire, forte della preziosa presenza della, pratica calzaturiera negli anni settanta e dei frutti della nostra terra. invece è rimasta una "microeconomia" chiusa, arretrata e minimale, per lo più in dissesto ed abbandono
La nostra Città avrebbe potuto puntare sulla valorizzazione delle bellezze artistiche del proprio territorio, ad esempio approfittando della figura di Domenico Cirillo, o sviluppando un marchio di qualità per prodotti artigianali o agricoli: tutto questo, completato dalla presenza di adeguate (non necessariamente "faraoniche") strutture alberghiere e di accoglienza, avrebbe potuto consentire, sfruttando la presenza potenzialmente strategica dell’asse mediano. Di tutte queste possibilità, in trent'anni, non se ne è saputa cogliere nessuna e, a chiunque visiti Grumo oggi, non abbiamo altro da offrire che un Paese vecchio, che di sera diventa addirittura spettrale
L'aspetto urbano di una città è di fondamentale importanza:
1- sia perché "biglietto da visita", con cui ci si presenta a chi viene da fuori le mura cittadine;
2- sia perché, di regola, il buon arredo urbano e la cura del verde cittadino riflette il livello di "buona amministrazione" e di "educazione civica" della cittadinanza.
La nostra Comunità, stante la sua strategica posizione (di "cerniera" tra il napoletano e il casertano) avrebbe potuto imporsi come "Comune capofila" nella promozione di iniziative artistiche-culturali con cui farsi conoscere ai più alti livelli (ad esempio: festival musicali, concorsi letterari, mostre artistiche, sagre di prodotti tipici), iniziative volte a fare emergere gli artisti e gli intellettuali locali, a far conoscere i nostri artigiani e le nostre produzioni agricole e a valorizzare l'immagine di Grumo in Provincia. Gli unici cambiamenti di rilievo che, negli ultimi anni, hanno mosso le putride "acque stagnanti" dell'economia locale sono stati l'invasione del commercio all'ingrosso cinese ossia "Nulla". Nulla che (a parte consentire qualche gradito risparmio per le tasche del consumatore):
1- sia portatore di vero e "strutturale" sviluppo;
2- sia in grado di creare nuova ricchezza locale (anziché limitarsi a trasferire le "già poche" risorse che abbiamo da Grumo in mano esterne);
3- e sia capace di garantire veri nuovi sbocchi occupazionali (se il massimo che un paese è in grado di offrire ai suoi giovani per un lavoro è un posto da facchino, da cassiere o da "commesso precario" -per di più, spesso, dovendosi, a tal fine, mettersi "al soldo" del politico di turno- vuol dire che esso è destinato ad invecchiare e morire!).
In tutto questo scenario, l'unica cosa di cui la classe politica grumese si è mostrata capace è stata "far morire sul nascere" (o, peggio, per "lenta agonia"!) l'unico progetto economico prospettato "nella" nostra terra e "per" la nostra terra: ossia, il progetto di "area artigianale".
Se "declino" significa "strutturalità dei problemi", Grumo è un Paese in "inarrestabile" declino e a questo declino ha contribuito "in massima parte" la classe politica locale, la stessa da decenni (rivelatasi tanto incapace nel gestire gli "interessi pubblici" quanto capace nel gestire "i propri"!).
A rappresentare i cittadini ed amministrare un paese dovrebbe essere (secondo una concezione della politica non tanto "aristocratica" quanto dettata dal "buon senso") non chi ha più "amici" in senso lato (o "amicizie" in senso sporco) bensì "il meglio" di ciò che una Comunità è stata in grado di esprimere, in termini di:
1- alto senso della legalità e della moralità
2- e possesso di specifiche competenze e professionalità.
Se, negli ultimi trent'anni di esperienza politico-amministrativa a Grumo, "almeno la metà" delle Amministrazioni succedutesi avessero soddisfatto tali ineliminabili requisiti, sono sicuro che, adesso, il sottoscritto userebbe ben altre parole per descrivere lo "status quo"! L'unica capacità che la politica ha dimostrato di avere, invece, è stata solo l'"incapacità" a dare risposte concrete ed immediate ai problemi e l'assoluta mancanza di "lungimiranza"!
Per tutto questo, lancio un invito appassionato alla cittadinanza, che spero faccia riflettere in molti (sia che accolgano che non lo stesso): alle prossime elezioni amministrative " ANDIAMO A VOTARE con maggiore accortezza e dimenticando compari e comparielli", non consentiamo ai "politicanti di mestiere" che gestiscono il Comune come fosse un'impresa di famiglia di prender le redini del Paese "in nome e per conto di tutti noi"! Non consentiamo che "al danno si aggiunga la beffa"! Perché i Grumesi si sveglino dal letargo, per scuotere le molte "coscienze dormienti", occorre una "terapia d'urto": "toccare il fondo", per risvegliare l'"orgoglio" di essere grumese!
Perché avvenga una "rinascita del nostro paese" necessita che la politica sappia "promuovere e guidare il cambiamento" e lanciare i giusti messaggi. E affinché la politica sappia far questo occorre:
1- superare la contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, a livello locale inconcludente: non servono le ideologie ma il "buon senso" per risolvere i piccoli e concreti problemi di una Cittadina;
2- dare spazio ai giovani, consapevoli, però, che la giovane età non è un merito "di per sé" ma lo diventa se si combina alla creatività e capacità propositiva che si è in grado di esprimere
Non bisogna solo cambiare qualche pedina del gioco: occorre "cambiare gioco". Cambiare gioco significa cambiare il modo di fare politica, che deve essere intesa non più come privilegio di cui "pavoneggiarsi" bensì come "servizio" da offrire alla Comunità! Non è sufficiente che cambi qualche faccia, che si insedi un giovane in più in una segreteria di partito o una donna in più in Giunta (l'ultima Amministrazione, d'altronde, ci ha dimostrato che una donna propostasi come colei che avrebbe risanato il tutto,ad oggi è ancora in fase di stallo).
Edited by adp - 11/10/2009, 19:44